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AB Selezione

Grappa Moscato del Trentino AB Selezione Gift Box

Grappa Moscato del Trentino AB Selezione Gift Box

Prezzo di listino €48,00 EUR
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Grappa Di Moscato del Trentino

“La grappa è una cosa viva e come tale va trattata. Mandarla in giro appena fatta sarebbe come pretendere di far camminare da solo un bimbo di un anno. Bisogna farle le ossa, anche alla grappa, e, al tempo giusto, sposarla. Così mi diceva mio nonno Lazarito quando mi portava per mano nelle cantine d’invecchiamento a respirare il profumo degli angeli.”

La coltivazione del vitigno Moscato in Trentino - giallo e rosa - nel Medioevo è introdotto dai Monaci benedettini e da altre congregazioni religiose che si rifanno alla tradizione greca - “Anathelicon Moscathon” - e romana - Augusto e Tiberio - a cui dobbiamo la grande diffusione di questo vitigno in tutta Italia. “Tiroler Gold”, ovvero Oro del Tirolo, fu la definizione che i regnanti d’Austria nel secolo scorso diedero a questo vino. Il Moscato rosa del Trentino contiene nella buccia dell’acino numerosi terpeni (geraniolo, linalolo, nerolo) responsabili di quell’inconfondibile profumo di rosa che lo caratterizza e che si ritrova, esaltato, anche in questa grappa. I vigneti di moscato trentini e alto atesini si dipanano dalla sponda più mite del Lago di Garda, seguendo le valli dell’Adige e dell’Isarco, fino ai ripidi pendii delle Dolomiti. Dai vigneti di marna bianca calcarea della Val Lagarina provengono le vinacce pregne di tutti gli umori aromatici del moscato che, sottoposto a pigiatura soffice,a fermentazione controllata e ad una lenta distillazione in alambicco discontinuo a bagnomaria, danno vita a questa grappa che si evolve in barriques di rovere di Allier e Limousin.

COLORE: giallo oro con lievi pennellate di rosa.

PROFUMO: note che si schiudono al naso delicate, di lampone maturo, di viola e di rosa thea.

SAPORE: si avvertono ricordi speziati di cannella e chiodi di garofano, con una ventata di scorze d’arancio candite che proviene dai tannini aggraziati del Rovere di Allier.

Me lo aveva insegnato Nonno Lazarito già da bambina che tra settembre e ottobre sulle nostre colline di Langa e Monferrato bisogna camminare con gli occhi aperti e il naso attento perché l’aria si carica di profumi inebrianti, ogni vite ha una voce diversa con l’uva,piena d’umori, che tra poco diventerà vino, ma lascerà la vinaccia ancora vibrante di aromi, quelli che cercava mio nonno quando passava dai contadini a fine vendemmia per scegliere quella materia prima che, con un misterioso e alchemico viaggio attraverso i tubi e le serpentine dell’alambicco, scende goccia a goccia sotto forma di Grappa.

Ed io, portata per mano, respiravo il profumo del Moscato cercando di capire se era quello di Calosso o di Canelli e immaginavo i folletti che avrebbero trasformato quegli aromi in un liquido bianco e trasparente che sapeva di fiori e di miele. Così cominciò il mio viaggio nella grappa, ancora pieno di sorprese e ad ogni assaggio, rivivo la lezione di quel grande Vecchio che mi ha insegnato “tante belle cose”. Poi arrivò Gino Veronelli che continuò la lezione del nonno arricchendola con i suoi “imperativi categorici”: vinacce singole per ogni grappa, distillazione in alambicco discontinuo, a vapore o a bagnomaria, maturazione in barriques che donano alla grappa le doti di eleganza e completezza dei grandi Cognac, Calvados, Whisky. La mia prima prova la feci nel 1986 con una linea di grappe da vitigni antichi piemontesi. Un’idea nuova una linea che battezzai con le mie iniziali AB

ABselezione Italian Spirits è, oggi, la summa di tanti insegnamenti, la sintesi di un nuovo concetto per il nostro distillato nazionale, per dar vita ad una selezione dei migliori spiriti italiani prodotti rigorosamente con quei criteri di qualità da uve e vinacce di eccellenza lungo tutto lo stivale italico. Sono grappe dalla personalità ardita e fiera che raccontano lo splendore dell’Italia dalla cornice alpina fino alla terra assolata di Pantelleria.

Ho sempre pensato che il vitigno Moscato avesse un che di magico che riuscì ad incantare già il mio bisnonno che a fine 800 produceva una Grappa di Moscato , utilizzando le vinacce dei grandi nomi dell’enologia piemontese produttori di quell’Asti Spumante che da sempre è simbolo di festa e di allegria.

L’idea è quella di selezionare, affinare e proporre le migliori grappe di Moscato prodotte da varie distillerie in diverse regioni italiane - Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Sicilia, Sardegna - e portate in Piemonte per l’affinamento in barriques di rovere francese di varia tostatura realizzate per lo scopo.

Importante collaborazione sarà quella con una Distilleria locale, ai confini tra Langhe e Monferrato, di piccole dimensioni, ma moderna ed estremamente votata alla qualità: la distilleria Beccaris in Costigliole d’Asti.

Nel progetto anche altri grandi “spiriti italiani”

Tre Grappe Millesimate, ovvero rigorosamente selezionate secondo l’annata di produzione e numerate per ogni singola bottiglia.

Tre Grappe Cru da singolo vitigno - Moscato d'Asti e Barolo - fresche, giovani, e una Barolo invecchiata in rovere di Allier.

Tre Liquori recuperati dall'antica tradizione piemontese: Ananda, il liquore al Cacao, Calvilla alle Mele dei Presidi Piemontesi Slow Food, Myntha alla Menta piperita di Pancalieri, Torino

 

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